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Fiducia dei consumatori e delle imprese ad Agosto 2015

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Fonte: Istat.it

Nella rilevazione mensile pubblicata questa mattina, l’Istat ci mostra un aumento dell’indice che misura il clima di fiducia dei consumatori, che passa da 106,7 di Luglio, a 109 tondo tondo di questo mese.

Per quanto riguarda l’indice che invece misura il clima di fiducia delle imprese italiane, assistiamo ad un lieve calo che lo porta a 103,7 dai 104,3 del mese precedente.

L’Istat nel suo bollettino si esprime cosi’: “ Entrambi gli indici permangono ai livelli massimi osservati negli ultimi due anni“.

Da tenere in considerazione che la base indice è stata modificata passando da 2005=100 a 2010=100 qualche mese fa.

Per la parte consumatori, crescono un po’ tutte le componenti.

I consumatori sono piu’ positivi verso la situazione economica del Paese nell’ultimo anno. Calano insomma i pessimisti cronici. Dall’altro lato cresce la prospettiva di un miglioramento della situazione economica futura Italiana perché calano quelli che prevedono un peggioramento lieve o consistente.

Sul fronte della disoccupazione cala la prospettiva di una crescita dei disoccupati.

Per quanto riguarda il fattore prezzi, cresce sia il numero di chi ritiene che i prezzi degli ultimi 12 mesi siano aumentati e ancor di piu’ chi ritiene che i prezzi cresceranno nel futuro.

Meno pessimisti anche per quanto riguarda la situazione famigliare. Si prova a risparmiare di piu’ e sono meno quelli che utilizzano i soldi risparmiati per provvedere alle spese correnti.

Si prevede anche di spendere di piu’ per beni durevoli (in verità calano quelli che ritengono di non fare spese per questo tipo di beni….)

Detta tra noi, tutte le voci sono in crescita perche’ calano quelle in diminuzione…. (si lavora a saldo e pertanto il risultato si calcola in assoluto rispetto a quello precedente).

Meno pessimismo a mio avviso non significa ancora miglioramento, ma speranza…

Per quanto riguarda le aziende, i dati si confermano abbastanza stabili e per alcune voci, in diminuzione. Diminuiscono i giudizi sugli ordini e restano stabili attese di produzione e scorte di magazzino.

Nel particolare l’indice sale lievemente per le imprese manifatturiere, per quelle del commercio al dettaglio e per le imprese di costruzione mentre cala sul fronte delle imprese dei servizi di mercato. Uno spiraglio di luce quindi sulle imprese di costruzione sia per gli ordinativi che per le attese sull’occupazione ovviamente con distinguo nelle categorie del settore (costruzioni specializzate, edifici, ingegneria civile).

Pare quindi che gli intervistati non siano stati condizionati dagli eventi mediatici su Grecia, Cina e mercati finanziari. Pare che il mondo continui a girare come sempre. Pare.

Appuntamento a fine settembre. Stay Tuned!

Fonte dati: ISTAT.it