Gli HYIP: Programmi di investimento ad alto rendimento

HYIP

In questo blog, come sapete tratto argomenti relativi al Risparmio, all’economia domestica e alla tutela del consumatore nell’ambito di quei settori.

Una delle cose che mi fa imbestialire (da addetto ai lavori) è quando analizzo i comportamenti dell’uomo sapiens di fronte al denaro.

In questi anni, ho studiato e continuo a studiare la finanza comportamentale prendendo spunto (verificando gli esempi) dai testi dei maestri (Kahneman, Nobel nel 2002 e Smith e Tversky) che in un certo senso l’hanno inventata.

Mi riprometto di entrare nel merito di esempi pratici di comportamenti errati (i bias) del risparmiatore più’ avanti.

Ma oggi vi parlo di come, a volte, un risparmiatore sia attento, a volte troppo attento, ad esempio a trovare una banca che non faccia pagare una commissione su un prelievo bancomat mentre non stia attento a proposte “strane” di investimento con grado di rischio altissimo.

Faccio subito riferimento ad un famoso (purtroppo) italoamericano: Charles Ponzi che nel secolo scorso si fece conoscere per il suo sistema di truffa inventato e messo in opera ai danni di migliaia di risparmiatori attirati da mirabolanti promesse di altissimi rendimenti (lo schema Ponzi). Tralasciando i particolari, il sistema si può sintetizzare così: gli interessi, il guadagno sul capitale, che periodicamente veniva pagato ai risparmiatori, non era frutto degli investimenti effettuati dalla società con i soldi dei clienti, ma era soltanto “girato” prelevandolo dagli investimenti dei nuovi clienti.

Questo sistema è stato utilizzato poi in innumerevoli truffe a vari livelli perpetuate negli anni successivi da sedicenti guru, esperti, o da società con nomi altisonanti.

Da quando internet offre la possibilità a chiunque di guadagnare non facendo niente e senza avere nessuna esperienza di investimento, con pochissimi soldi, in poco tempo e senza rischi…….. si sono moltiplicati siti internet che offrono guadagni stratosferici mensili, che viene voglia di piantare il lavoro, prendere il primo aereo per la Polinesia (anche se il viaggio è lunghino…) sedersi sulla spiaggia appoggiati ad una palma, aprire il portatile ed iniziare a guadagnare milioni in pochi minuti.

Questo è quanto deve passare per la testa di chi crede alle favole.

Che poi ci siano persone che siano in grado di avere ottime performance negli investimenti,  nel lungo termine, con l’utilizzo di particolari tecniche di controllo del rischio, ecc., ecc.ecc., questo può starci. Ma non è la regola. Ripeto ma non è la regola e questo è il problema.

Cosa sono allora gli HYIP? E’ l’acronimo di High Yield Investment Programs che tradotto in italiano significa Programmi di Investimento ad Alto Rendimento.

Vengono proposti generalmente tramite banner con colori sgargianti, quasi sempre con immagini di fiumi di denaro, auto lussuose e case da favola. Cliccando sopra, ci si trova su un sito che risulta essere ben fatto, alternativamente serio, in stile business con figure in giacca e cravatta, strette di mano, team attorno ad un tavolo in radica che guardano il relatore che indica sullo schermo dietro di lui un grafico decisamente in salita. Le facce sono sorridenti e allo stesso tempo rassicuranti.  Non importa se non spiegano bene chi sono, cosa fanno con i tuoi soldi. Accennano al tipo di investimento che puo’ essere in forex o ultimamente in criptocurrency… come con il bitcoin. I colori sono blu, rilassanti. I numeri sono chiari e le cifre ben tonde. Soprattutto quelle dei rendimenti percentuali. E non stanno parlando di rendimenti annui. No!!!Sono rendimenti mensili. Si. 30, 40, 50% al mese.

Ti immagini? Io sono qui a lavorare tutto il giorno mentre qualcuno guadagna il 50% al mese. Aspetta che ci mettiamo 500 eurini…. E ciao!

Anzi no aspetta. I soldi ci sono, passano dalla carta di credito al conto online fatto molto bene, con una interfaccia pulita e accattivante. Il saldo è li’. Ci sono. Siamo a posto.

Passano i giorni e i soldi aumentano. C’e’ scritto li. E poi iniziano ad arrivarmi i profitti, anche se ho dovuto aprire un conto con un sistema di pagamento elettronico che non conoscevo, boh. Ma si. L’importante è che i miei soldi ci siano e che quando li rivoglio indietro, me li ridiano in fretta. Ecco.

Il punto è quello. Quando??????? Ops. non rispondono alle email. Ops non riesco ad accedere piu’ al mio backoffice…. Ormai è tardi.

Esistono anche e sono molti di più’, siti che pubblicizzano questi HYIP con la scusa di farne recensioni per trovare quelli migliori. In realtà questi portali, guadagnano dal 10 al 20% solamente pubblicando quei banner che vi indicavo prima. Ogni volta che qualcuno clicca ed apre il conto versando una certa cifra, loro ne guadagnano una percentuale. E poi descrivono il tipo di investimento che effettuano queste società, l’investimento minimo consigliato, il periodo minimo di vincolo e quanti soldi loro hanno investito nel programma e le prove dei pagamenti. Bello. Poi, quando non pagano più’, aggiungo la scritta rossa, non proprio simpatica “NON PAYING” ovvero non paga più’…. e sotto la recensione, decine e decine di commenti di persone che avevano anche loro messo qualche soldino e che scrivono che si tratta di una truffa, la società non è seria, che rivogliono indietro i soldi, ecc.ecc.ecc.

Sempre la solita storia.

Ne ho parlato a proposito delle opzioni binarie, dei CFD, del Forex. Anche li’ fioccano i banner con la pensionata dalla provincia di Rovigo (dove vivo io…) che con 300 euro di pensione ne ha guadagnati 3000…. E parecchi ci credono. Come quelli che pensano che le VLT siano al servizio dei cittadini perché offrono un modo nuovo di guadagnare….

Gli investimenti finanziari sono una cosa seria. Sono regolamentati e gli intermediari devono essere autorizzati dagli organismi di controllo. In Italia abbiamo Consob. Se chi offre investimenti non è autorizzato da Consob e non è presente nella lista, non metteteci un euro. Questo è quanto.

Lasciate pure che vi dicano che si fanno i miliardi.

Iniziate invece a risparmiare 10, 25 o  50 euro a settimana. E’ più facile dirlo che farlo.

Ma se ci riuscirete,  a fine anno avrete 540,1350 o 2700 euro. Sicuri.

Come fare? Con il Corso Gratuito di Risparmio Forzato!

image_pdfimage_print

Intestazioni temporanea sulla carta di circolazione.

intestazione temporanea

In questi giorni, su tutti i media si sono lette notizie allarmanti e non sempre veritiere e pertanto a voce della direzione della Motorizzazione Civile stanno arrivando chiarimenti sulla norma che entrerà in vigore da Lunedi 3 novembre 2014.
Stiamo parlando di quei titoloni che citavano multe salate e ritiro della carta di circolazione se il nominativo della patente non coincideva con quello del libretto di circolazione del veicolo.

L’argomento multe riguarda questo blog, che parla di risparmio e che quindi vuole informare i propri lettori dei rischi che si incorrono con determinati comportamenti.
La casistica evidenziata dalle circolari del Ministero dei Trasporti diramate poi dalle varie sedi delle Motorizzazioni è molto vasta.
Abbiamo deciso pertanto di semplificare (il nostro motto) e di parlare solo dei casi che possono interessare famiglie e privati nel normale ambito lavorativo.

1) La norma non interessa i familiari conviventi. Quindi se il figlio che vive con i genitori, ad esempio, utilizza per più di 30 giorni continuativi l’auto di proprietà del padre (intestatario sulla carta di circolazione), NON c’e’ l’obbligo di annotazione temporanea del nominativo del figlio sul libretto. Significa che NON si incorre in SANZIONI.

intestazione temporanea

Ovviamente il familiare non convivente sarà tenuto all’adempimento che potrà essere fatto presso gli Uffici della Motorizzazione o presso le Agenzie di pratiche auto autorizzate, con un costo pari a 16 euro di bollo, più 9 euro di diritti di motorizzazione e le eventuali diritti dell’agenzia.

intestazione temporanea

Comunque, in questo caso, ci sono 30 giorni dal 3 novembre per procedere all’intestazione temporanea.

Ci sono anche degli aspetti positivi, come ha evidenziato il direttore della Motorizzazione Civile su una intervista del Fatto, “mettiamo l’esempio di un nonno che mette a disposizione del nipote l’auto che non guida più. Ora può cedergliela facendo una semplice comunicazione alla Motorizzazione e cambiando temporaneamente l’intestazione della carta di circolazione: così non riceverà più le notifiche delle infrazioni commesse dal nipote, e al tempo stesso eviterà con un’operazione che costa 9 euro più i diritti di bollo un passaggio di proprietà che ne costerebbe 500“.

Sempre il direttore della Motorizzazione Civile Maurizio Vitelli ricorda che ” l’idea di questa norma” “nasce nel 2010 quando un’anziana signora disponeva di oltre cento veicoli tutti guidati da soggetti non individuabili”

Per completezza, vi allego le fonti e gli ultimi chiarimenti per approfondire anche le casistiche relative ai casi aziendali e a quelli piu’ complessi.

Comunicato stampa del 31 ottobre 2o14 su ilportaledellautomobilista

Attuazione delle norme sulle intestazioni temporanee dei veicoli e contrasto alle intestazioni fittizie: precisazioni della Motorizzazione Civile

Vengono pubblicate dai mass media notizie non del tutto corrette in tema di adempimenti richiesti ai cittadini e alle imprese ai fini dell’annotazione nell’Archivio Nazionale Veicoli e sulla carta di circolazione del nominativo di chi utilizza un veicolo intestato ad altro soggetto.

Al riguardo, nell’evidenziare che nelle prossime ore sarà pubblicata, sul sito del Ministero www.mit.gov.it, una apposita circolare di chiarimenti, appare opportuno evidenziare alcune precisazioni di generale interesse.

1. Gli adempimenti di cui si parla sono contenuti nell’art. 94, comma 4-bis, del Codice della strada e non riguardano in alcun modo le patenti di guida.

2. Sulla carta di circolazione andrà annotato unicamente il nominativo della persona che utilizza il veicolo e non anche i dati relativi alla propria patente di guida.

3. L’obbligo di comunicazione sussiste solo a condizione che l’utilizzatore abbia il veicolo in disponibilità per un uso esclusivo e personale superiore a 30 giorni continuativi.

4. Non sono obbligati ad effettuare l’annotazione tutti coloro (cittadini e imprese) che già da prima del prossimo 3 novembre utilizzano, a vario titolo, veicoli intestati ad altri soggetti.

5. Per tutti gli utilizzi temporanei che cominceranno a decorrere dal 3 novembre in poi, ci saranno 30 giorni di tempo per effettuare l’annotazione, se prescritta.

6. Il comodato tra familiari conviventi non deve essere obbligatoriamente annotato.

7. Per quanto concerne il comodato di veicoli aziendali, non sono soggette a comunicazione tutte le ipotesi di fringe benefit, di uso promiscuo e di uso esclusivo per svolgimento di attività aziendali dei veicoli in utilizzo ai dipendenti, ai soci, agli amministratori e ai collaboratori dell’Azienda.

8. Per quanto concerne i veicoli in locazione senza conducente, dovranno essere comunicate esclusivamente le locazioni stipulate a decorre dal 3 novembre e a condizione che abbiano una durata superiore a 30 giorni.

Per tutto ciò che concerne gli aspetti sanzionatori, occorrerà fare riferimento alle indicazioni che al riguardo verranno fornite dal Ministero dell’Interno.

Circolare prot. n. 15513 del 10/07/2014 - Nuove disposizioni in materia di variazione della denominazione o delle generalità dell’intestatario della carta di circolazione e di intestazione temporanea di veicoli.

Circolare prot. n. 23743 del 27/10/2014 – Intestazione temporanea di veicoli – Chiarimenti applicativi.

Patente e libretto con stesso nome, la Motorizzazione chiarisce le regole - “Il Fatto Quotidiano” del 30/10/2014

image_pdfimage_print

L’ufficio Studi CGIA di Mestre, ha stilato una classifica di 100 tasse per l’anno 2014 che colpiscono i contribuenti italiani.

Ovviamente ne esistono altre ancora, ma già questo elenco è una prova della “complessità del nostro sistema fiscale”.
1 Addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sulle aeromobili
2 Addizionale comunale sull’Irpef
3 Addizionale erariale tassa automobilistica per auto di potenza sup 185 kw
4 Addizionale IRES imprese settore energetico
5 Addizionale regionale all’accisa sul gas naturale
6 Addizionale regionale sull’Irpef
7 Bollo auto
8 Canoni su telecomunicazioni e Rai Tv
9 Cedolare secca sugli affitti
10 Concessioni governative
11 Contributi concessioni edilizie
12 Contributi consortili
13 Contributo al SSN sui premi RC auto
14 Contributo solidarietà sui redditi elevati
15 Contribuzione aggiuntiva TFR
16 Contributo unificato processo civile, amministrativo e tributario
17 Diritti archivi notarili
18 Diritti catastali
19 Diritti delle Camere di commercio
20 Diritti di magazzinaggio
21 Contributo CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi)
22 Contributo RAEE
23 Contributi SIAE
24 Contributo Sistri
25 Diritti per contrassegni apposti alle merci
26 Imposta catastale
27 Imposta di bollo
28 Imposta di bollo sui capitali all’estero
29 Imposta di bollo sulla secretazione dei capitali scudati
30 Imposta di registro e sostitutiva
31 Imposta di scopo
32 Imposta di soggiorno
33 Imposta erariale sui aeromobili privati
34 Imposta erariale sui voli passeggeri aerotaxi
35 Imposta ipotecaria
36 Imposta municipale propria (Imu)
37 Imposta per l’adeguamento dei principi contabili (Ias)
38 Imposta plusvalenze cessioni azioni (capital gain)
39 Imposta provinciale di trascrizione
40 Imposta regionale sulla benzina per autotrazione
41 Imposta regionale sulle attività produttive (Irap)
42 Imposta regionale sulle emissioni sonore degli eromobili
43 Imposta sulla sigaretta elettronica
44 Imposta sostitutiva contribuenti minimi e regime vantaggio
45 Imposta sostitutiva rivalutazione (Tfr)
46 Imposta sostitutiva sui premi e vincite
47 Imposta su consumi carbone
48 Imposta su immobili all’estero
49 Imposta sugli oli minerali e derivati
50 Imposta sugli spiriti51 Imposta sugli spettacoli
52 Imposta sui gas incondensabili
53 Imposta sui tabacchi
54 Imposta sul gas metano
55 Imposta sui giuochi, abilità e concorsi pronostici
56 Imposta su apparecchi e congegni di gioco
57 Imposta sul lotto e le lotterie
58 Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef)
59 Imposta sul valore aggiunto (Iva)
60 Imposta sulla birra
61 Imposta sulle assicurazioni
62 Imposta sulle assicurazioni Rc auto
63 Imposta sulle concessioni dei beni del demanio e patrimonio indisponibile
64 Imposta sulle patenti
65 Imposta sulle riserve matematiche di assicurazione
66 Imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax)
67 Imposta sull’energia elettrica
68 Imposte comunali sulla pubblicità e sulle affissioni
69 Imposte sostitutive su risparmio gestito
70 Imposte su assicurazione vita e previdenza complementare
71 Imposte sul reddito delle società (Ires)
72 Imposte sulle successioni e donazioni
73 Maggiorazione IRES Società di comodo
74 Imposta sostitutiva rivalutazione beni aziendali
75 Proventi dei Casinò
76 Ritenute sugli interessi e su altri redditi da capitale
77 Ritenute sugli utili distribuiti dalle società
78 Sovraimposta di confine su gas incondensabili
79 Sovraimposta di confine su gas metano
80 Sovraimposta di confine sugli spiriti
81 Sovraimposta di confine sui fiammiferi
82 Sovraimposta di confine sui sacchetti di plastica non biodegradabili
83 Sovraimposta di confine sulla birra
84 Sovrimposta di confine sugli oli minerali
85 Tassa annuale sulla numerazione e bollatura di libri e registri contabili
86 Tassa annuale unità da diporto
87 Tassa di ancoraggio nei porti, rade o spiagge dello Stato
88 Tassa emissione di anidride solforosa e di ossidi di azoto
89 Tassa occupazione di spazi e aree pubbliche TOSAP (comunale)
90 Tassa regionale di abilitazione all’esercizio professionale
91 Tassa regionale di occupazione di spazi e aree pubbliche regionali
92 Tassa regionale per il diritto allo studio universitario
93 Tassa per i servizi indivisibili (Tasi)
94 Tassa sui rifiuti (Tari)
95 Tassa sulle concessioni regionali
96 Tassazione addizionale stock option settore finanziario
97 Tasse e contributi universitari
98 Tasse scolastiche (iscrizione, frequenza, tassa esame, tassa diploma)
99 Tributo provinciale per la tutela ambientale
100 Tributo speciale discarica
Elaborazione: Ufficio Studi CGIA

 

All’interno di questo elenco, ecco le prime 10 tasse che assicurano oltre l’83% del gettito tributario (dati riferiti al 2013):

Ovviamente al primo posto l‘Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef)  che con i suoi 160.904 milioni di euro è pari al 33,2% del gettito
segue poi l’Imposta sul valore aggiunto (Iva) con  91.837 milioni di euro, pari 18,9% del gettito.
Al terzo posto le Imposte sul reddito delle Società (Ires) con  35.507  milioni di euro, pari al 7,3%
Al quarto troviamo l’ Imposta regionale sulle attività produttive (Irap) con altri 31.988 milioni di euro, pari 6,6%
Al quinto posto, l’Imposta sugli oli minerali e derivati, con  27.176 milioni di euro, pari al 5,6%
Al sesto troviamo l’Imposta municipale propria (Imu) con  19.185 milioni di euro, pari al 4,0%
Al settimo, l’Imposta sui tabacchi con 10.775  milioni di euro, pari al 2,2% del totale
Seguono poi l‘Addizionale regionale sull’Irpef, con altri 10.596 milioni di euro, pari al 2,2%;
Ritenute sugli interessi e su altri redditi da capitale con 10.453 milioni di euro, pari ad un altro 2,2%
e l’Imposta sul lotto e le lotterie che apporta 7.191 milioni di euro, pari al 1,5% del totale del gettito.

Queste dieci tasse ammontano ad oltre 485 miliardi di euro ovvero piu’ del 83% del gettito.

Che dire? Totò avrebbe detto….

 

 

 

image_pdfimage_print
Tagged with:
 
Set your Twitter account name in your settings to use the TwitterBar Section.